Filosofia e politica

Temo che, poiché insegna a pensare con la propria testa, la filosofia darà sempre fastidio al potente e al prepotente di turno.

Avrei potuto intitolare questo post anche: “Le ragioni per cui nessun partito ha ragione”. Il proprio partito ha sempre ragione? È stupido anche solo supporlo, figuriamoci pensarlo. Chi è solito ragionare con la propria testa, non è solito iscriversi a partiti politici, a meno che non abbia delle ambizioni. Cosa legittima, ma altrettanto legittimante costui deve mettersi l’anima in pace sapendo che le sue ambizioni si scontreranno con il muro di gomma della logica partitica. Parafrasando la tesi di Le Bon, lo scopritore della “psicologia delle folle”: in gruppo siamo più stupidi. Tesi che mi sento di appoggiare in pieno.
In breve, non è detto che la ragione del partito – non importa quale – sia più ragionevole, più giusta di quella del singolo. Spesso accade il contrario: tante teste, tanta confusione. Se fossimo tutti uguali o la pensassimo tutti allo stesso modo, che noia sarebbe il mondo? Mi devo scusare, ma un po’ come Unamuno anche io appartengo a un partito il cui unico iscritto sono io soltanto e a volte penso che siamo pure in troppi.
Come mi capita di dire sempre ai miei ragazzi a lezione: “Il mio compito con voi non è fare politica, ma è fare in modo che impariate a pensare con la vostra testa così da impedire ai politici di raggirarvi”. Ecco, tutt’al più è filosofia politica. Nulla di originale, dal momento che c’è già chi ci ha provato e ha pure fatto una brutta fine. Lo hanno prima processato, poi condannato all’esilio e quel folle – follia filosofica fu la sua – se le è fatta commutare in condanna a morte, rifiutando l’esilio dalla sua amata città, le cui leggi aveva sempre amato e rispettato.
Se proprio quelle stesse leggi, tanto amate e rispettate da lui – a questo punto tutti dovrebbero avere capito trattarsi di Socrate –, si erano rivoltate contro di “lui”, tanto valeva accettare serenamente il proprio fato avverso e morire per le idee in cui aveva sempre creduto, che aveva ogni giorno praticato insegnando la filosofia nel solo modo che conosceva: “sapendo di non sapere”, ovvero vivendo filosoficamente. Come? Ricercando il sapere che è compito proprio di ciascun filosofo. Perché una vita senza ricerca – come lui stesso ha detto – non è degna di essere vissuta.
Temo che, poiché insegna a pensare con la propria testa, la filosofia darà sempre fastidio al potente e al prepotente di turno. È vero, oggi non ci sono più i Trenta Tiranni, Crizia pure è trapassato, ma la tirannia invisibile che ci governa tutti – non mi riferisco alla presente situazione politica italiana, sia chiaro – ha ancora più bisogno della filosofia e di una vita filosofica come antidoto alla schizofrenia dei nostri tempi contemporanei.

Autore: Marco Apolloni

Mi contraddico? Che importa, vuol dire che sono. Contraddico Dunque Sono. La vita è contraddizione, il pensiero pure.

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