Il capo e la folla

Le folle hanno una natura fortemente conservatrice. Il loro ribellismo è solo una facciata che cela il loro istintivo servilismo di fronte al Cesare di turno. Passata l’ebbrezza del momento rivoluzionario, esse si rivelano per quello che sono: desiderose di essere soggiogate da un nuovo e più carismatico padrone.

La ricerca di un capo è istintiva e connaturata a qualsiasi gruppo umano, non bisogna avere visto la serie tv “Lost” per saperlo…

Dunque, qual è l’identikit del capo?

“Nella maggior parte dei casi il capo è stato dapprima soltanto un gregario, ipnotizzato dall’idea di cui in seguito è diventato l’apostolo. Questa idea l’ha invaso in modo tale che nulla più esiste al difuori di essa; di modo che ogni opinione contraria sembra errore e superstizione. Così accadde a Robespierre, ipnotizzato dalle sue chimeriche idee, pronto a impiegare metodi degni dell’Inquisizione per propagarle” (LE BON, G., “Psychologie des foules”, 1895, trad. it. “Psicologia delle folle”, Tea edizioni, Milano, 2004, p. 152).

Nella maggioranza dei casi, il capo è un uomo d’azione. Questa sintetica categorizzazione mi fa venire in mente carrellate di dittatori di tutti i secoli. Tra cui quelli del Novecento, per i quali le pagine della “Psicologia delle folle” hanno fatto da “nave scuola”, con Le Bon nelle vesti del loro inconsapevole traghettatore.

Così come ogni gregge ha bisogno di un pastore per essere governato, lo stesso dicasi per una folla che: senza un capo in grado di aizzarla a comando, non riesce ad andare da nessuna parte.

Le folle hanno una natura fortemente conservatrice. Il loro ribellismo è solo una facciata che cela il loro istintivo servilismo di fronte al Cesare di turno. Passata l’ebbrezza del momento rivoluzionario, esse si rivelano per quello che sono: desiderose di essere soggiogate da un nuovo e più carismatico padrone.

Quali caratteristiche deve avere un aizzatore di folle, un leader? “Un capo raramente precede l’opinione pubblica: si limita più spesso ad adottarne gli errori” (p. 234). Ergo: troppa intelligenza può essere d’intralcio per un capo. Questo perché rischia di sgonfiare quella violenza dialettica necessaria a sedurre una folla bisognosa di espressioni forti, solleticata più da parole che lascino trasparire sentimenti palpitanti, anche violenti, piuttosto che freddi ragionamenti, perlopiù utili solo ad annoiarla. L’ideale secondo Le Bon è possedere una “intelligenza limitata” (237).

Ora, quanti politici odierni vi vengono in mente stando a quanto dice Le Bon? Non so voi, a me diversi.

Autore: Marco Apolloni

Mi contraddico? Che importa, vuol dire che sono. Contraddico Dunque Sono. La vita è contraddizione, il pensiero pure.

3 pensieri riguardo “Il capo e la folla”

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