Monetizzare il proprio tempo

Fino all’ultimo, si lotta per avere più tempo: più anni, più mesi, più giorni, più minuti, finanche più secondi. Il tempo è l’unico bene di cui non disponiamo, ma che a sua volta dispone di noi, nel senso che siamo – il nostro essere perdura – fino a che non scade il “nostro tempo”, che, in ogni caso, non è mai abbastanza. Sia che si ritorni al Padre o alla polvere, a seconda se si è credenti o atei, siamo sempre “mancanti di tempo”. È questa la nostra mancanza fondamentale, che condiziona ogni nostro – solo all’apparenza – insulso gesto quotidiano.

Fare pace con il tempo non è possibile, neanche per chi ha fede, almeno secondo me. La resurrezione dei corpi gloriosi è una cosa di là da venire, un’acquisizione intellettuale mi viene da dire. Il Giorno del Giudizio è lontano o vicino – chi può dirlo, “come un ladro di notte” verrà, insegna San Paolo –, ma resta comunque una spada di Damocle pendente e non ancora calata. Intanto la nostra vita – anche quella di chi crede che ci sarà una fine gloriosa – è una cosa molto concreta: è una lotta incessante contro il tempo che durerà fino al giorno della nostra dipartita.

Fino all’ultimo, si lotta per avere più tempo: più anni, più mesi, più giorni, più minuti, finanche più secondi. Il tempo è l’unico bene di cui non disponiamo, ma che a sua volta dispone di noi, nel senso che siamo – il nostro essere perdura – fino a che non scade il “nostro tempo”, che, in ogni caso, non è mai abbastanza. Sia che si ritorni al Padre o alla polvere, a seconda se si è credenti o atei, siamo sempre “mancanti di tempo”. È questa la nostra mancanza fondamentale, che condiziona ogni nostro – solo all’apparenza – insulso gesto quotidiano.

Lasciamo perdere per un momento l’aldilà prospettatoci dalla religione. Questa nostra vita, nella sua essenza, uguale per tutti, difetta di tempo. Ciò, anziché convincerci che non è il caso di farci la guerra (visto il nostro essere tutti fratelli nella morte), ci rende ancora più aggressivi gli uni “contro” gli altri, perché si vuole di più e proprio questo “di più” – essenzialmente più potere, nelle sue molteplici accezioni – è a scapito di qualcun altro. Se fossimo tutti degli immortali non credo ci sarebbero le guerre e supereremmo agevolmente ogni sorta d’incomprensione. Andremmo tutti d’amore e d’accordo, ma con i “se” e con i “ma”, lo sappiamo bene, non si va da nessuna parte.

C’è una massima di Benjamin Franklin che sottoscrivo in pieno, “time is money”, tradotta: il tempo è denaro. Non so voi, ma preferisco alleggerirmi il portafoglio, piuttosto che sacrificare il mio limitato serbatoio temporale. Monetizzare il proprio tempo, dunque, non è solo una necessità, ma anche una forma di sanità mentale, se non si vuole vivere nell’autoinganno di credersi: eterni.

Autore: Marco Apolloni

Mi contraddico? Che importa, vuol dire che sono. Contraddico Dunque Sono. La vita è contraddizione, il pensiero pure.

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