Nove lezioni per inaugurare il Nuovo Anno ispirate a “La tragedia della libertà – Un viaggio nel cuore di Dostoevskij” (https://bit.ly/4qddOab) di Marco Apolloni (https://bit.ly/4qeRQnu) – LEZIONE 3
Tema. Può l’egoismo – nella misura in cui non nuoccia ad altri – essere considerato salubre?
“A chi non si ama, non si può chiedere di amare gli altri. Solo partendo da un amore incondizionato per la propria persona si può giungere a uno condizionato per il prossimo, poiché ciò che più commuove nel dolore altrui è che esso è il presentimento del proprio. Un esempio? Ai funerali si versano lacrime vuoi per l’infausto destino toccato ad altri, ma vuoi anche per il nostro (sebbene in anticipo e si spera il più in là possibile). È per egoismo che si piange allora? Sì, un sano egoismo che non può mancare se si vuole riconoscere la possibilità sia teorica sia pratica di un qualsivoglia amore per il prossimo, che comincia e finisce con il tutt’altro che disprezzabile «amore per se stessi», che non a caso lo psicanalista Erich Fromm pone nel gradino appena sotto all’«amore per Dio».” (“La tragedia della libertà – Un viaggio nel cuore di Dostoevskij” https://bit.ly/4qddOab di Marco Apolloni https://bit.ly/4qeRQnu, p. 191)
Insegnamento. Sì, esiste un sano egoismo, che permette l’amore del prossimo; amore, questo, che comincia amando se stessi.
[Questo articolo fa parte di una riflessione più ampia su fede, verità e limite della ragione, ispirata al pensiero di Dostoevskij.]
